Infiammazione cronica intestino

Infiammazione cronica intestino

> Azienda
> Divisione Farmacie
> Divisione Ospedaliera
> Divisione Diagnostici

CONTATTI

Eurospital spa
via Flavia 122
34147 Trieste
ITALIA

Telefono
+39 040 89.97.1
Fax
+39 040 28.09.44

 

 

 

Clicca qui per approfondire l'argomento


Infiammazione cronica intestino

Eurospital ha sviluppato un test di laboratorio - Calprest - mirato alla diagnosi dei disturbi intestinali e dell’infiammazione cronica dell’intestino con l'obiettivo di riconoscere, con un esame clinico semplice, una patologia organica da una patologia funzionale.

La maggior parte infatti delle persone (30-50%) che si reca dal gastroenterologo soffre di una malattia funzionale chiamata Sindrome dell'Intestino Irritabile (IBS) - la causa più comune dei disturbi intestinali - , mentre solo una piccola parte dei pazienti presenta una malattia organica, in particolare una Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale (MICI), come può essere la rettocolite ulcerosa (nfiammazione cronica della mucosa del colon e del retto) oppure il morbo di Crohn (infiammazione cronica che può interessare qualsiasi segmento del tratto gastrointestinale, dalla bocca all'ano).

Calprest, oltre a differenziare i pazienti affetti da patologia organica (MICI) a funzionale legata all'infiammazione cronica dell'intestino, è in grado di seguire il decorso della malattia nei pazienti affetti da MICI, attraverso la determinazione della calprotectina fecale (la calprotectina è una proteina presente nel citoplasma dei granulociti neutrofili con funzione di regolazione del processo infiammatorio) che ha mostrato un valore predittivo superiore a quello di comuni indici di flogosi (VES e PCR) nel distinguere le diarree di natura organica da quelle funzionali.

Fino ad oggi per valutare lo stato infiammatorio della mucosa intestinale e quindi il livello di infiammazione cronica dell'intestino era necessario ricorrere ad esami invasivi (endoscopia e conseguentemente istologia). Recentemente ha trovato sempre più credito l'uso di marcatori non invasivi per la determinazione della flogosi intestinale. Il livello di calprotectina fecale aumenta in oltre il 95% dei pazienti con MICI (Malattia Infiammatoria Cronica Intestinale), è correlata con l'attività clinica della malattia e differenzia in modo affidabile i pazienti con MICI da quelli con IBS (Sindrome dell'Intestino Irritabile). Calprest presenta specificità e sensibilità superiori all'85%.

È stato recentemente dimostrato che il livello di calprotectina fecale correla in maniera significativa con lo stato di attività della malattia nei pazienti con Colite Ulcerosa e Malattia di Crohn. La presenza di livelli normali di calprotectina fecale è associata con la remissione istologica della mucosa. Questo dato è particolarmente utile in quanto è stato ipotizzato che i pazienti con una mancata remissione istologica hanno un rischio più elevato di ricaduta.
Sulla base di quanto sopra descritto la determinazione della calprotectina fecale può essere quindi utilizzata nelle seguenti condizioni:

  • diagnosi differenziale (IBS e MICI)
  • controllo del decorso delle MICI e conseguente corretta strategia farmacologica.
  • previsione delle ricadute cliniche
  • quale test di screening nei casi di diarrea cronica

L'infiammazione cronica dell'intestino non interessa solo gli adulti ma anche i bambini e i neonati. In ambito pediatrico la determinazione del livello di calprotectina si è rivelato un dato più affidabile rispetto ad altri criteri soggettivi correntemente in uso ed ha sensibilità e specificità decisamente migliori rispetto ad altri indici di laboratorio, specialmente negli stadi iniziali di malattia con una diagnosi precisa ed efficace. continua >>