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Path: Home > Divisione Farmacie > Cura della Stipsi > Stipsi. cosa fare?
 

  Cos'è la stitichezza?

il termine STITICHEZZA (o costipazione) indica la ritenzione fecale nel tubo digerente. Essa è dovuta ad una eliminazione troppo scarsa o ritardata delle feci; un transito intestinale superiore a 4 o 5 giorni, rispettivamente negli adulti e nei bambini, è da considerarsi rallentato.

La stitichezza può essere causata da fattori organici oppure funzionali che rallentano il transito nel colon. Sarà il medico curante a stabilirne l'eziologia. Cause assai frequenti sono quelle definite di natura funzionale tra cui:

  1. alimentazione sbagliata (cibi poveri di scorie, dieta troppo scarsa di liquidi)
  2. frequente inibizione volontaria dello stimolo dell'evacuazione, con conseguente disidratazione delle feci (indurimento)
  3. scarso esercizio fisico
  4. fattori emozionali: ansia, collera, paura, depressione possono creare ipomotilità colica
  5. abuso di purganti che possono provocare uno stato spastico per irritazione della parete del colon.
Come prevenire e curare la stitichezza

DIETA La scelta di una dieta adeguata costituisce un mezzo fisiologico utilissimo per contrastare la stitichezza. I cibi che maggiormente facilitano l’espulsione fecale sono quelli che presentano un alto contenuto di scorie e fibre. Essi transitano velocemente nel tratto gastro-intestinale, di cui stimolano la peristalsi, e producono feci idratate e di maggior volume.

Vanno limitati invece i cibi grassi che rallentano la peristalsi e quelli contenenti quasi esclusivamente carboidrati che vengono quasi totalmente assimilati. Tra i cibi indicati troviamo la verdura cotta o cruda, la frutta, i cereali ed il pane integrale.

Andrebbero evitati il latte ed i latticini, le carni grasse le uova, la cioccolata, i dolci e le bibite gasate.

È comunque utile aumentare l’assunzione di liquidi, almeno un litro e mezzo di

acqua al giorno, al fine di conservare idratate le feci.

ESERCIZIO FISICO Esso tonifica i muscoli del torchio addominale, cioè i muscoli volontari che vengono attivati durante la defecazione. Gli esercizi generalmente più utili sono quelli che coinvolgono la muscolatura addominale.

LASSATIVI questi prodotti possono essere suddivisi in tre categorie principali:

a) lassativi irritanti.

Tra gli irritanti troviamo la fenolftaleina; il fenolftalolo; il picosolfato e molti prodotti estratti da vegetali (aloe, cascara sagrada, rabarbaro, frangula). Questi lassativi, assai efficaci per stati di costipazione temporanei, non devono venire usati per terapie eccessivamente prolungate, perchè possono causare una eccessiva perdita di acqua e di elettroliti, mancanza di potassio e di sodio nel sangue. I lassativi irritanti possono inoltre indurre nel colon movimenti disordinati causando così spasmi dolorosi ed ulteriore stitichezza.

b) lassativi lubrificanti. Per ciò che riguarda i lassativi lubrificanti (es. olio di vaselina o paraffina per uso medicinale) bisogna ricordare la necessità di suggerire dosaggi piuttosto energici e per periodi di tempo limitati. L’uso prolungato di agenti lubrificanti interferisce con l’assorbimento delle vitamine liposolubili, del calcio e del fosforo.

c) lassativi di massa. I lassativi di massa sono costituiti dai lassativi osmotici(purganti salini, lattulosio, ecc.) e dalle fibre alimentari indigeribili (es.crusca e mucillagini vegetali). L’uso dei lassativi osmotici richiedeuna grande prudenza perché possono rivelarsi irritanti per ilcolon e provocare contrazioni dolorose.

Non devono essere usati come prima scelta in pazienti in cui si sospetti la ritenzione di imponenti quantità di feci indurite e non sono adatti per cure prolungate.

SUPPOSTE Sono più facili da utilizzare ma non posseggono proprietà reidratanti. Alcune supposte a base irritante devono essere usate per brevi periodi, per evitare di indurre uno stato di irritazione cronica.

CLISMI E MICROCLISMI agiscono immediatamente e non danneggiano ne lo tomaco ne l’intestino tenue. Il clistere è uno dei metodi più efficaci per provocare l primo allontanamento della massa fecale indurita.

Questi strumenti terapeutici devono essere comunque utilizzati per revissimi periodi di tempo. Impostare un’intera terapia della titichezza sull’uso di clismi lubrificanti o salini ad azione smotica rischierebbe di creare le premesse per un peggioramento

 
 
 
 
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